L’acronimo IFFI sta per Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia: si tratta di un progetto nato con lo scopo di fornire un quadro omogeneo della distribuzione dei fenomeni franosi sull’intero territorio nazionale, che possa essere funzionale a:
- la valutazione della pericolosità da frana
- la programmazione degli interventi di difesa del suolo
- la pianificazione territoriale
Il progetto, finanziato inizialmente dal Comitato dei Ministri per la Difesa del Suolo ex L. 183/89, è stato attuato tramite al stipula di convenzioni tra l’ex Servizio Geologico Nazionale (poi APAT, ora ISPRA), le Regioni e le provincie autonome. Nella realizzazione del progetto sono state coinvolte Università, il SINANet, (rete del Sistema Informativo Nazionale Ambientale) e enti di ricerca locali.
Nel territorio del bacino del fiume Arno, l’Autorità di bacino nel maggio 2002 ha stipulato una convenzione con la Regione Toscana contenente le norme e le condizioni per lo svolgimento delle attività finalizzate alla raccolta dei dati relativi all’inventario dei fenomeni franosi italiani nel bacino: tramite tale convenzione, l’Autorità di bacino si è impegnata ad eseguire il censimento dei dissesti attivi nel bacino secondo le specifiche proprie del progetto IFFI, producendo le necessarie informazioni alfanumeriche e geografiche. La Regione si impegnava invece a rendere disponibili i propri dati archiviati nell’ambito del progetto CARG, o di altre attività concernenti la problematica dei dissesti da fenomeni franosi.
Questa collaborazione si concretizza nell’arco temporale più recente in una proficua collaborazione tra gli enti sopra citati, con il coinvolgimento del consorzio LaMMA, che mira a armonizzare i progetti inerenti il rischio idrogeologico e a fornire il necessario supporto alle azioni di pianificazione degli enti locali (provincie, comuni), per le rispettive competenze.
Per il bacino dell’Arno i dati del progetto IFFI sono la base conoscitiva principale della “Perimetrazione delle aree con pericolosità da frana derivante dall’inventario dei fenomeni franosi – Livello di dettaglio in scala 1:10.000″ del Piano di bacino, stralcio “Assetto Idrogeologico” (art.9 delle Norme di Attuazione, DPCM 06/05/2005). L’adeguamento tra strumenti di governo del territorio a livello comunale e PAI, previsto dalla normativa vigente (art.32 delle citate Norme), è quindi una fonte di un aggiornamento dinamico e continuo dell’Inventario, questo, a sua volta, è la base per la verifica delle proposte di aggiornamento del PAI avanzate dalle stesse amministrazioni locali.
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